di Sifu Diego Bussetti

Nel mondo del Kung Fu cinese una parola aleggia spesso vicino al nome dei vari Maestri che lo insegnano; e quella parola è Sifu ! Termine molto frainteso dai neofiti e abusato dagli addetti ai lavori.

Ma vediamo di sbrogliare il bandolo della matassa a capo di tutti questi fraintendimenti.

Il termine Sifu è un termine che deriva dalla lingua Cinese Cantonese ( nella lingua Cinese Mandarino Shifu ); “Si” (1 tono, quindi con intonazione piatta ed acuta) “Fu” ( 2 tono, dal registro di intonazione media, si sale a quello acuto) quindi la pronuncia è accentata nel carattere di Fu.

Il carattere di Fu preso da solo ha come tono il 6° ma nel composto Sifu prende il 2°.

Il termine Sifu può essere scritto in due modi:

1) 師傅

Con questa prima coppia di caratteri Sifu prende significato sia di un ‘maestro’ che insegna qualcosa a qualcuno, non per forza a scuola, anche ad esempio nel Kung Fu, ma anche una ‘maestranza’ e si usa come appellativo per rivolgersi ad esempio ad un tassista, un cuoco, un idraulico, una persona esperta nel suo campo.

2) 師父

Invece con questa seconda coppia di caratteri, composta dal primo “Si” che può essere tradotto come Maestro e “Fu” come Padre. Il Sifu quindi da degli insegnamenti come un padre al figlio, è una figura da seguire, una figura che si avvicina al padre biologico.

Sempre nella lingua Cantonese, è diverso invece, il termine con cui si indica l’insegnante, che si chiama Lou Si ( in Mandarino Lao Shi ) o Gau Lin ( Istruttore ).

Il Sifu è colui che ha raggiunto una maestria, è il Maestro di uno stile di vita, di un’Arte, colui che ha la capacità di trasmettere una Via ( quindi non per forza associato al Kung Fu ).

Un errore in cui si cade generalmente nell’uso di questo termine, è rivolgere questo appellativo solamente al proprio Maestro; invece è bene associarlo anche ad altri Maestri che sono doverosi, grazie alle abilità ottenute, di essere riconosciuti come Sifu! Quindi è irrispettoso non rivolgersi a Maestri di comprovata abilità nel loro ambito, omettendo questo epiteto.

Anticamente l’allievo andava a studiare il Kung Fu dal proprio Maestro, che gli insegnava il mestiere ( proprio così, il Kung Fu nei tempi passati, era un’Arte trasmessa come un mestiere da imparare ) e passava gran parte della giornata con lui, che aveva il compito di crescerlo sia come uomo che come futuro Erede di un’Arte Millenaria. La figura del Sifu e del padre biologico di un allievo, erano messe sullo stesso piano, tant’è che tutti e due potevano prendere decisioni riguardanti il suo futuro. Per tutti questi motivi il Sifu è un Maestro-Padre che gode di profondo rispetto da parte, sia dei propri allievi, che di altre persone fuori dalla Scuola dove lui insegna.

Alcune volte queste due versioni vengono traslitterate per il primo modo in Sifu ( con la ‘F’ minuscola ) e nel secondo modo in SiFu ( con la ‘F’ maiuscola ).

Ovviamente c’è una grande differenza tra il chiamare ‘Sifu’ un Maestro di comprovata abilità e chiamare ‘SiFu’ il proprio Maestro. Quando si raggiungono elevati rapporti tra Maestro ed Allievo, e se il Maestro in questione, ritiene che il proprio Allievo è una persona retta, con spirito di sacrificio, amore e innegabili abilità nel Kung Fu, può decidere di renderlo erede del lignaggio della propria discendenza tramite la cerimonia del “Bai Sifu” dove si suggella, in modo formale, l’unione tra i due come Padre-Figlio ( SiFu-Todai ), ma questa è un’altra storia…

Un ringraziamento per la stesura di questo articolo al mio SiFu Carlo Tonti e a Luisa Paternicò ( Professoressa di lingua Cinese all’Università degli Studi di Napoli ‘L’Orientale’ e co-scrittrice del ‘Corso di lingua cantonese’ della Hoepli).